Un’alternativa agli erbicidi – Agronomia

di Luca Bosco

Conversazione tra Luca Bosco (LB), Giusto Giovannetti (GG) e Enrico Ercole (EE) in tempo di lockdown

LB: Come forse vi ho già detto in altre occasioni gli apicoltori, negli ultimi anni, stanno riscontrando grossi problemi con il glifosato. Per la qualità dei nostri prodotti e per la salute delle api la molecola dovrebbe sparire dal mercato il prima possibile. Il fatto è che gli agricoltori, e l’Ue è d’accordo con loro, lo considerano un mezzo tecnico indispensabile, economico e sicuro per cui sarà difficile vederlo ritirato dal mercato in tempi brevi. D’altro canto l’unica alternativa tecnica al glifosato sembrerebbe essere il dicamba, come ci insegnano gli agricoltori d’oltreoceano; e a noi questa prospettiva piace ancora meno. Non vorremmo trovarci dalla padella alla brace, in poche parole. Lo chiedo a te, Giusto, esiste una alternativa al glifosato?

GG: Un’alternativa al glifosato non saprei, si parlerebbe comunque di un altro diserbante, a prescindere dal suo nome di battesimo. Esiste un’alternativa alla pratica del diserbo, l’inerbimento..

LB: Significa inserire le erbe spontanee nella rosa delle
colture aziendali?

GG: Più che altro significa cambiare mentalità aziendale.
Al momento si diserba perché chi produce ad esempio vino pensa di coltivare la vite e chi produce olio pensa di coltivare l’olivo per cui tutto ciò che non è vite o olivo, e che vive all’interno del campo, viene considerato superfluo o addirittura in competizione con la coltura “principale”. Il ragionamento che ne consegue è un’equazione lineare: gestione del superfluo uguale eliminazione. In realtà il viticoltore coltiva un vigneto e l’olivicoltore un oliveto. Non è un gioco di parole: non si coltivano le piante senza coltivare la terra, senza prendersi cura dell’intero appezzamento, dal terreno alla pianta, passando per le erbe spontanee. Il vino e l’olio, tanto per rimanere sugli esempi fatti, sono frutto anche delle erbe spontanee, e questo va compreso.

LB: Certo, le erbe spontanee proteggono il terreno dalla siccità, dal dilavamento, dall’erosione..

GG: Sì ma non solo; è una questione di biodiversità, di salute dei suoli e di ciclo della sostanza organica. L’apparato radicale di ogni singolo filo d’erba ospita una quantità sorprendente di vita e di attività microbiologica: sono i batteri e i funghi micorrizici che metabolizzano la sostanza organica del suolo, trasformandola in cibo per le piante. Senza di essi le piante non si nutrono correttamente, si ammalano e possono morire. In realtà è un vero e proprio ciclo biologico quello legato alle erbe spontanee, fondamentale per la salute delle piante di interesse agronomico. Ogni singola specie erbacea ha il proprio microbioma radicale specifico e, all’interno di ogni singola specie, ogni filo d’erba ha a sua volta una diversificazione microbiolo- gica specifica nella propria rizosfera.

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