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Aethina tumida: situazione attuale e prospettive – di Liliana Cirillo

Aethina Tumida (detto anche “small hive beetle”, SHB o piccolo coleottero dell’alveare), si chiama così questo coleottero che dall’autunno 2014 si è aggiunto all’elenco, già nutrito, delle avversità dell’alveare. Dopo che le misure esecrabili, adottate dal Ministero della Salute alla comparsa del coleottero, non hanno sortito gli effetti sperati gli apicoltori Calabresi hanno imparato a convivere con il “parassita”. 

Visionando i documenti sul sito dell’IZS delle Venezie permane sempre la classificazione in due grosse aree, una con centro dell’area del ritrovamento (Porto di Gioia Tauro) che comprende le provincie di Reggio Calabria e Vibo Valentia, denominata zona di protezione, l’altra che comprende il resto del territorio regionale ed è considerata zona di sorveglianza

Dal punto di vista apistico, poiché permane in vigore il DPGR 94 del 2014, non è possibile effettuare nomadismo tra le due province ed è su tali questioni che l’Associazione Aprocal, con la quale collaboro, sta interloquendo con la Regione per aggiornare la normativa ferma, per l’appunto al 2014, al fine di sbloccare la movimentazione e, quindi, consentire lo spostamento degli alveari all’interno dell’area di protezione e l’abolizione dell’incenerimento degli alveari per debellare l’Aethina.

Sempre leggendo i dati pubblicati sul sito IZSV, si prende atto che la sorveglianza viene effettuata attraverso nuclei sentinella e sciami naturali. L’attività maggiore è registrata nella fascia tirrenica reggina, dove comunque il coleottero è quasi sempre presente. Non sono registrate presenze nella provincia di Vibo Valentia nonché nelle altre province Calabresi. 

L’avvicendamento ai vertici del Servizio Veterinario Regionale, e l’insorgenza della pandemia COVID 19, ha rallentato i processi di allineamento delle normative ma nonostante tutto Aprocal ha condotto delle iniziative di collaborazione con l’Università Mediterranea di Reggio Calabria su alcune attività di trappolaggio per Aethina con uso di sostanze attrattive naturali e successive analisi per la verifica dei residui su matrice di cera. Questo lavoro è tuttora in evoluzione e contiamo di completarlo nell’anno in corso. Saranno resi noti i risultati appena conclusa l’indagine (rallentata dalla pandemia).

Nel frattempo, ho avuto modo di seguire alcuni apicoltori i quali descrivono SHB come un coleottero che sverna nell’alveare, dove trova riparo dalle temperature rigide invernali ed al contempo accettato dalle api, e durante la nutrizione delle stesse, lo si vede sovente nei pressi del candito. Sostanzialmente nella fase adulta non sembra creare disturbo alla colonia. Posso affermare che l’alveare rappresenta per il coleottero una ottima dimora per trascorrere l’inverno. Ovviamente è temuta l’eventuale ovideposizione le cui future larve potrebbero compromettere l’equilibrio dell’intera colonia, ma questo evento non è mai stato segnalato, probabilmente la buona pratica apistica esercitata dagli apicoltori calabresi non permette che tale fase possa realizzarsi. 

Detto ciò devo anche aggiungere che alcune aziende apistiche si stanno dotando di celle frigo per conservare i melari e scongiurare ogni eventuale pericolo. Sicuramente bisognerà tenere alta la guardia e sarà necessario incrementare i livelli di sicurezza sulla sanità degli alveari ma senza creare inutili allarmismi e infondate catastrofi. 

Un indice di positività posso, inoltre, trasmettere dalla lettura dei dati apistici regionali che è rappresentato dal valore numerico tratto dalla banca dati: nel 2014 la Regione Calabria registrava in BDA 65.000 alveari e nel 2020 gli alveari censiti superano le 100.000 unità, la produzione di miele di qualità è aumentata considerevolmente e tutto questo …. nonostante il coleottero!!

Per informazioni su Aethina tumida, è possibile leggere il dossier: Aethina tumida: Il piccolo coleottero degli alveari

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