Dal nido al melario: il momento della produzione – Consigli per apicoltori in erba

di Antonio Carrelli

È il momento in cui l’alveare cambia ritmo: le api costruiscono, raccolgono e riempiono i favi. Sta all’apicoltore accompagnare questo passaggio fino alla raccolta e alla lavorazione del miele

Caro apicoltore in erba,
siamo pronti a inserire il nostro primo melario… o magari lo abbiamo già fatto? Come spesso accade in apicoltura, proprio nei passaggi che sembrano più semplici servono le giuste accortezze.

Vediamole insieme, senza fretta.

Arriviamo a uno dei momenti più attesi: la famiglia è cresciuta, il nido è ben popolato e cominciamo a pensare alla produzione del miele. È qui che entra in
gioco un elemento fondamentale: il melario.

La prima cosa da ricordare è questa: il melario non si mette per calendario. Non basta dire “siamo a giugno” o “è iniziata la fioritura”. Bisogna osservare la famiglia.

Un alveare è pronto a riceverlo quando è forte, ben coperto di api e con una buona presenza di covata. In un nido a otto-nove favi con diaframma, ad esempio, cinque o sei favi di covata possono già indicare una situazione favorevole, soprattutto se siamo in prossimità di un raccolto.

Il raccolto è decisivo. La disponibilità di nettare dà energia alle api, stimola la costruzione dei fogli cerei e permette il riempimento dei favi. Questo è il punto
chiave: il melario si mette quando le api hanno bisogno di spazio, non quando lo decide l’apicoltore.

Una volta individuato il momento giusto, il melario si posiziona sopra il nido. Al suo interno si inseriscono generalmente otto o nove telaini con foglio cereo.
Questa indicazione è particolarmente riferita a chi è alle prime armi e si trova al primo anno di gestione, quindi senza favi già costruiti da riutilizzare.

Se è la tua prima esperienza con le api, è normale lavorare con melari composti interamente da fogli cerei: saranno le api con il tempo a costruire completamente
i favi. Negli anni successivi, invece, potrai riutilizzare parte dei favi già costruiti, facilitando e velocizzando il lavoro della colonia.

Anche la scelta tra melari a otto o nove favi non è banale. Con otto favi, questi vengono costruiti più spessi e ciò facilita la disopercolatura effettuata con l’ausilio
di macchine, soluzione più tipica di un’apicoltura strutturata.

Con nove favi, invece, la costruzione è più regolare e si adatta meglio alla lavorazione manuale. Per chi è agli inizi, melari con distanziali per nove favi
rappresentano la scelta più semplice ed equilibrata.

Articolo presente sul n.5-2026.

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