
Premessa
Le strisce a base del principio attivo amitraz vengono oggi utilizzate secondo diverse modalità per la lotta alla varroa:
- come trattamento estivo a sé stante, con risultati altalenanti
in termini di efficacia; - in combinazione a trattamenti estivi a base di altri
principi attivi (ad esempio acido formico, timolo,
ecc…).
Negli anni tra diversi apicoltori si è andata poi ad affermare una pratica che prevede l’utilizzo di queste strisce nel periodo tra settembre e ottobre, a distanza di qualche settimana dal trattamento estivo, per garantire sia una migliore pulizia in vista del trattamento invernale risolutivo autunnale (solitamente a base di acido ossalico gocciolato/sublimato) sia come forma di protezione da eventuali reinfestazioni.
Queste ultime, com’è noto, possono avvenire a causa di saccheggi in aree con apiari che presentano alveari deboli che non hanno subito un corretto trattamento estivo contro la varroa e che diventano quindi facilmente preda di api in cerca di sostanze zuccherine in un periodo dell’anno in cui le fioriture scarseggiano.
Lo scopo è garantire una migliore pulizia in vista del trattamento invernale risolutivo, oltre a offrire una protezione preventiva contro eventuali reinfestazioni.
Da questa pratica è nata l’idea di verificare se l’utilizzo di amitraz nel periodo autunnale, dopo il trattamento estivo, possa portare dei vantaggi misurati e possa essere un’utile integrazione in un protocollo volto a garantire una pulizia migliore e api più sane all’invernamento e alla ripartenza della stagione successiva.
Obiettivi della prova
Gli obiettivi che ci siamo posti nella prova si sono tradotti nel modo seguente:
- verificare l’efficacia e la fattibilità di un trattamento con Apitraz® tra settembre e ottobre, a seguito di un trattamento estivo a base di acido ossalico post
ingabbio delle regine;
- confrontare l’efficacia con una tesi in cui Apitraz® non è stato utilizzato;
- verificare l’efficacia di Apitraz® nella copertura da eventuali reinfestazioni nel periodo autunnale;
- valutare eventuali effetti avversi sulle regine in termini
di orfanità e sostituzioni.
Articolo presente sul n.5-2026.
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