
Charles Darwin ha due grandi meriti. Uno è quello di aver rivoluzionato il mondo scientifico e culturale: ha scardinato il creazionismo/fissismo cioè la convinzione per cui Dio ha creato il mondo così com’è, come un prodotto finito chiavi in mano. L’altro è quello di aver collocato Homo sapiens in una posizione “naturale” togliendolo dal centro dell’universo. Solo Keplero, prima di lui, era riuscito in un’impresa così ardua togliendo la Terra dal centro dell’universo
Nato in una famiglia borghese e benestante in cui sia il padre che il nonno erano medici (la famosa epigenetica!), la via per lui sembrava segnata: diventare medico, nonostante nutrisse un interesse viscerale per le scienze naturali e in particolare per la geologia, una branca delle scienze che stava emergendo in quegli anni.
Cercò di assecondare i desideri del padre, per cui iniziò a frequentare la facoltà di medicina all’Università di Edimburgo ma abbandonò dopo tre anni di studio, quando, letteralmente, scappò via mentre assisteva ad un intervento chirurgico eseguito senza anestesia: all’epoca anestetici e antidolorifici erano pura fantascienza
e gli interventi si facevano a “vivo”.
Per il padre quella scelta fu difficile da digerire per cui obbligò il giovane Darwin a iscriversi all’Università di Cambridge in modo da avere un titolo di studio e diventare pastore della chiesa Anglicana: il classico caso di due piccioni (che tra l’altro Darwin allevava e selezionava con ottimi risultati) con una fava!
Ma Darwin non intraprenderà mai la carriera ecclesiastica: all’Università di Cambridge la sua inclinazione per le scienze naturali fu supportata e incoraggiata da
due suoi professori che addirittura si presero la briga di insegnargli le tecniche di conservazione degli insetti e di imbalsamazione degli animali.
Competenze che si riveleranno fondamentali negli anni successivi.
Due suoi professori gli insegnarono le tecniche di conservazione degli insetti e di
imbalsamazione degli animali, competenze che si riveleranno fondamentali negli anni successivi.
Nel 1831, non senza poche difficoltà, a Darwin fu concesso dal padre di imbarcarsi sul brigantino Beagle, con l’incarico di naturalista da parte dell’Università di Cambridge, e affrontare IL VIAGGIO che sarà la chiave di volta del suo lavoro e dell’intero mondo scientifico. Durata prevista del viaggio: 5 anni.
Compenso: zero. Poteva essere contento il padre di una scelta così scellerata del figlio?
La permanenza a bordo non fu semplice: la vita di mare è poco confortevole soprattutto per un borghese come Darwin, e fu assai più complicata a causa del
perenne mal di mare di cui soffriva!
La teoria che Darwin formulò attraverso questo viaggio e una serie di lunghe osservazioni e riflessioni si fonda su tre affermazioni.
Articolo presente sul n.5-2026.
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