Nosema o Vairimorpha? – Novità dalla ricerca

di Michela Bertola, Arrigo Moro, Franco Mutinelli, Karen Power

Non è solo una questione di nomi. Vairimorpha (o Nosema) è un problema per le api e per gli apicoltori.
Classificarlo correttamente aiuta la scienza a capirlo meglio e quindi a combatterlo meglio

Prospettiva storica sulla classificazione di Nosema
Il genere Nosema ha occupato a lungo una posizione centrale nella tassonomia dei Microsporidi, comprendendo per lungo tempo un ampio numero di parassiti intracellulari obbligati infettanti insetti e altri invertebrati (Sprague, 1977; Canning & Vávra, 2000).

I primi sistemi classificativi si basavano prevalentemente su criteri morfologici, in particolare sulla morfologia delle spore, sull’associazione con l’ospite e su caratteristiche generali del ciclo vitale.

Sebbene funzionali in un contesto “pre-molecolare”, cioè prima della disponibilità delle tecniche di biologia molecolare, tali criteri hanno portato alla definizione di un
genere eccessivamente ampio e artificiale, incapace di riflettere le reali relazioni evolutive tra le specie.

La tassonomia è la disciplina che studia i metodi di classificazione
degli organismi e che permette anche di risalire alla loro evoluzione

Nosema bombycis, agente eziologico della pebrina del baco da seta, rimane la specie tipo e il riferimento tassonomico per Nosema sensu stricto (Fries et al.,
1996). Tuttavia, già le evidenze morfologiche e ultrastrutturali avevano suggerito che numerose specie attribuite a Nosema differissero in modo sostanziale da Nosema bombycis, anticipando le successive revisioni basate su dati molecolari.

I primi sistemi classificativi si basavano sulla morfologia delle spore, sull’associazione
con l’ospite e su caratteristiche generali del ciclo vitale.

Tali criteri hanno portato alla definizione di un genere eccessivamente ampio e
artificiale, incapace di riflettere le reali relazioni evolutive tra le specie

Articolo presente sul n.6-2026.

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