Nosema ceranae, la minaccia silenziosa – Pillole di patologia apistica

di Massimiliano Gotti

Non solo le stagioni: anche la nosemiasi non è più quella di una volta!

Fino ai primi anni Duemila, per molti apicoltori parlare di Nosema significava pensare soprattutto a Nosema apis. Era una patologia che, in certi anni, poteva devastare interi apiari. Lo si vedeva bene: feci sui predellini, sulle pareti dell’arnia, sui favi; colonie depresse, famiglie che in primavera non ripartivano, apiari che uscivano dall’inverno già compromessi.

Chi l’ha visto, quello vecchio di Nosema, se lo ricorda bene. Non era sempre facile capirlo, e quei segni non bastavano da soli a fare diagnosi, ma lasciavano almeno
un’immagine di campo ben riconoscibile.

In certe postazioni bastava un niente per fare la differenza: freddo, umidità, ombra persistente, alveari orientati a Nord-Est. A volte bastava persino l’ombra di un tronco d’albero perché una colonia uscisse dall’inverno con il frontale dell’arnia imbrattato
di feci.

Chi ha fatto apicoltura in quegli anni sa bene quanto la postazione potesse pesare
sulla ripresa primaverile delle famiglie.

Poi qualcosa si è trasformato. Non è sparita la nosemiasi: è cambiato il suo volto. Nell’esperienza di campo maturata nel Nord Italia, è diventato raro incontrare
quei quadri classici che un tempo venivano associati a Nosema apis.

È un’osservazione tecnica, non un dato epidemiologico conclusivo, ma racconta
bene il cambiamento percepito dagli apicoltori di lunga esperienza.
Nosema apis, un nemico quasi scomparso

Del progressivo ridimensionamento di Nosema apis abbiamo parlato nell’articolo “Nosema apis: il nemico silenzioso che (quasi) non c’è più”, pubblicato su l’apis n. 2-2025.

La ricerca italiana documenta la presenza di Nosema ceranae almeno dal 1993. Questo non significa che sia arrivato allora: indica soltanto che da quella data
abbiamo una traccia documentata. Prima, forse, non veniva cercato, oppure non erano ancora disponibilistrumenti adeg uati per distinguerlo con sicurezza da
Nosema apis.

Articolo presente sul n.7-2026.

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