Api d’inverno, quando la qualità conta più della quantità – Sanità apistica

di Massimiliano Gotti

Come nutrizione, fisiologia, varroa e virus condizionano la salute e la longevità delle api che porteranno la colonia fino alla primavera

È sempre piacevole aprire una colonia in autunno e trovarla piena di api. Ma una colonia con molte api non è necessariamente una colonia in grado di arrivare alla ripresa primaverile con una popolazione adeguata.

A fine estate e in autunno siamo abituati a valutare la consistenza, le scorte, la quantità di covata e, naturalmente, il livello di infestazione da varroa.

Sono informazioni importanti, ma non ci raccontano tutto. Più difficile da valutare è la qualità delle operaie che dovranno attraversare l’inverno e accompagnare la colonia fino alla ripresa primaverile.

Più difficile da valutare è la qualità delle operaie che dovranno attraversare l’inverno
e accompagnare la colonia fino alla ripresa primaverile.

Alveari che ai nostri occhi appaiono praticamente identici possono avere davanti un destino molto diverso. E non è detto che reagiscono allo stesso modo alle infezioni e agli altri fattori di stress.

Durante la stagione produttiva la vita di un’operaia si misura normalmente in settimane; per le api invernali, invece, si parla di mesi. Questa maggiore longevità non arriva all’improvviso: si prepara progressivamente all’interno della colonia.

Api invernali
Rispetto alle operaie estive, le api invernali:

  • accumulano maggiori riserve corporee;
  • presentano un corpo grasso più sviluppato;
  • hanno livelli elevati di vitellogenina;
  • mantengono più a lungo caratteristiche tipiche delle giovani api impegnate nelle attività interne all’alveare.

In ambiente mediterraneo, intensità e durata di questa condizione possono variare con clima, disponibilità di risorse e andamento stagionale della colonia. L’ape invernale, insomma, non è semplicemente un’operaia estiva che vive più a lungo. È fisiologicamente diversa e deve restare funzionale per mesi.

Articolo presente sul n.8-2026.

Se ti è piaciuta l’anteprima dell’articolo, abbonati per ricevere l’apis a casa!