Neurocosmesi e aromaterapia in sinergia perfetta – Apiterapia

di Valentina Larcinesdi Aristide Colonna e Beti Piotto (Associazione Italiana Apiterapia)

Tre anni di progetto: un grande successo e le basi per il futuro

La pelle: l’organo più esteso del corpo
La pelle è un organo meraviglioso e complesso allo stesso tempo, gestisce le relazioni tra noi e il mondo esterno, fornisce informazioni che ci permettono di
analizzare, esaminare, monitorare, conoscere e comprendere l’ambiente circostante.

La pelle può essere considerata come una “tela” esterna su cui è dipinta gran parte del nostro mondo interiore, infatti è una struttura dinamica, in continua trasformazione che esprime contenuti psicologici soggettivi (Rizzi et al.,
2021).

Non è una barriera passiva ma un organo sensoriale altamente multiforme, riccamente innervato, immunologicamente attivo e funzionalmente interconnesso
con il sistema nervoso centrale.

La pelle ospita un proprio sistema neuroendocrino con cheratinociti, melanociti e cellule immunitarie in grado di rispondere a neuromediatori come betaendorfine,
dopamina, serotonina e sostanza P.

Questa neurobiologia periferica non solo regola la sensibilità cutanea, l’infiammazione e le risposte immunitarie, ma contribuisce anche al modo in cui la pelle percepisce ed esprime gli stati psicologici.

Allo stesso tempo, e questo è fondamentale, la pelle partecipa a un dialogo continuo e bidirezionale con il cervello, si tratta di una complessa rete di regolazione
nota come asse pelle-cervello (o sistema neurocutaneo).

Attraverso le interazioni tra nervi cutanei, neuropeptidi, mediatori immunitari e componenti della barriera, la pelle può condizionare ed essere a sua volta molto influenzata da stress emotivi, neuroinfiammazioni e disbiosi microbica. Le alterazioni dell’asse pelle-cervello sono responsabili della fisiopatologia di condizioni come la dermatite atopica, la psoriasi e la rosacea, evidenziando il ruolo sostanziale degli stati emotivi nell’espressione dermatologica.

La pelle partecipa a un dialogo continuo e bidirezionale con il
cervello.

La neurocosmesi
Nel contesto scientifico appena descritto nasce la neurocosmesi che costituisce un campo di studio collocabile tra neuroscienze, medicina estetica, dermatologia
e psicodermatologia. La neurocosmesi sfrutta soprattutto l’asse di comunicazione bidirezionale pelle-cervello per migliorare non solo la salute della pelle, ma anche il benessere emotivo (Haykal et al., 2025).

Il concetto di neurocosmetica è stato sviluppato alla fine del ventesimo secolo dopo che sono state dimostrate le complesse interazioni tra il sistema nervoso e la fisiologia della pelle: studi pionieristici condotti nei primi anni ’90 hanno infatti confermato la presenza di neurotrasmettitori e loro recettori nelle cellule della pelle.

Si presenta di seguito una utile cronologia delle scoperte che hanno dato impulso alla neurocosmesi elaborata da Rajagopal et al, 2025.1996: scoperta del ruolo della sostanza P nell’infiammazione neurogena della pelle. I ricercatori hanno appurato che questo neuropeptide ha un ruolo essenziale nel processo infiammatorio della pelle e iniziarono a lavorare su nuovi interventi cosmetici antinfiammatori.

2001: scoperta del sistema endocannabinoide cutaneo. Questo ha introdotto un nuovo target soprattutto per i prodotti neurocosmetici riguardanti la regolazione
della produzione di sebo e l’infiammazione.

2007: sviluppo dei primi prodotti neurocosmetici commerciali che riguardano l’invecchiamento cutaneo indotto dallo stress. Questi prodotti mirano a mitigare
gli effetti degli ormoni legati allo stress sulla salute della pelle.

Articolo presente sul n.8-2026.

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