In attesa del generale Inverno… che forse non arriverà – Consigli per apicoltori in erba

di Antonio Carrelli

Le stagioni cambiano ritmo, e anche i lavori in apiario non possono più seguire soltanto il calendario. Ecco che cosa osservare e fare a novembre, senza disturbare inutilmente le famiglie

Caro apicoltore in erba,
un tempo, arrivati a novembre, ci aspettavamo che il freddo rallentasse la vita dell’apiario. Oggi capita spesso di trovare giornate miti, api in volo e regine ancora in deposizione. Il calendario dice novembre, ma l’alveare sembra seguire un altro ritmo.

Il Mediterraneo si riscalda. In estate le alte pressioni subtropicali, spesso accompagnate da aria calda nordafricana, favoriscono le ondate di calore. Più a
Nord la corrente a getto polare, o jet stream, scorre in quota e contribuisce a guidare le perturbazioni: quando però si riscalda il suo percorso forma ampie
ondulazioni e può favorire anche improvvise irruzioni di aria fredda verso le nostre regioni.

Anche El Niño e La Niña influenzano la circolazione atmosferica globale, sebbene i loro effetti sulle nostre stagioni non siano diretti né prevedibili anno per anno.

Per noi apicoltori la crisi climatica significa una cosa molto concreta: le vecchie scadenze sul calendario non bastano più. Se la covata prosegue a lungo e poi
arriva il freddo cambiano il consumo delle scorte, il momento dei controlli e le decisioni sulla varroa.

La domanda, allora, non è soltanto «Quando arriverà l’inverno?», ma «Che cosa sta succedendo adesso nei nostri alveari e quali lavori ci attendono?».

I lavori di novembre: guardare la colonia, non il calendario

Se tra settembre e ottobre abbiamo aiutato le famiglie a preparare scorte adeguate e in estate abbiamo tenuto sotto controllo la varroa, novembre dovrebbe trovarci con alveari pronti ad affrontare i mesi freddi.

Questo, però, non significa chiudere l’apiario e ripresentarsi in primavera. Uno dei lavori da programmare è il trattamento autunno-invernale contro la varroa. Il momento più favorevole è quello in cui la covata è assente.

Secondo la zona e l’andamento della stagione, questa condizione può verificarsi a novembre, a dicembre o più tardi. Se l’infestazione è elevata, però, non aspettiamo
passivamente una data sul calendario: dobbiamo valutare per tempo come intervenire.

Mi capita spesso di ricevere telefonate da apicoltori convinti che il prodotto acquistato «non abbia funzionato». Quando ricostruiamo insieme che cosa è
stato fatto, a volte scopriamo che le istruzioni del foglio illustrativo non sono state seguite, o nemmeno lette. Prima di giudicare il medicinale, chiediamoci dunque: come è stato usato? C’era covata, e soprattutto covata opercolata nell’alveare?

Articolo presente sul n.8-2026.

Se ti è piaciuta l’anteprima dell’articolo, abbonati per ricevere l’apis a casa!