Gli invasori tra noi – Api e ambiente

di Valentina Larcinese

Tre anni di progetto: un grande successo e le basi per il futuro

“Ma prima di giudicarli con troppa severità, dobbiamo ricordare l’annientamento assoluto e spietato che la nostra specie è stata capace di attuare non solo sugli animali estinti come il bisonte e il dodo [..], gli aborigeni della Tasmania sono stati spazzati nell’arco di cinquant’anni, in una guerra di sterminio scatenata dagli immigrati europei”.
Orson Wells – La guerra dei mondi

Questo diceva Orson Wells degli alieni, i marziani, che stavano invadendo il mondo e, oggi, un ampio numero di scienziati e intellettuali ritiene che la specie più invasiva sia stata e sia tutt’ora Homo sapiens. Le specie aliene sono quelle specie trasportate
dall’uomo in modo volontario o accidentale al di fuori della loro area di origine.

La differenza sostanziale tra specie native e aliene è che quest’ultime non si sono coevolute insieme alla comunità di specie, sia animali che vegetali, che fanno
parte dell’ecosistema in cui sono state introdotte; la loro presenza può causare stravolgimenti all’interno di queste comunità, al punto da causare la scomparsa
delle specie più sensibili e vulnerabili e in alcuni casi il collasso dell’intero ecosistema.

Alcune di queste specie riescono a insediarsi con successo nell’area in cui vengono introdotte, si diffondono in maniera rapida causando gravi danni alle specie e agli ecosistemi originari di quel luogo, spesso accompagnati da ricadute economiche e problemi sanitari. Queste specie sono definite aliene invasive o IAS, acronimo inglese di Invasive Aliene Species.

Si definiscono specie aliene invasive quelle introdotte dall’uomo (intenzionalmente e non) che causano rilevanti impatti negativi sulla biodiversità e i servizi ecosistemici collegati alle aree in cui si stabiliscono.

Articolo presente sul n.8-2026.

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